Cumpari Turiddu la Sicilia l’ha sempre amata da lontano, nei ricordi e nei racconti della sua famiglia, e di sua nonna soprattutto.

Una volta tornato in Sicilia il desiderio di ricostruire le sue origini è diventato dunque una vera e propria missione. Quasi un’ossessione che lo ha portato in giro per tutta l’isola alla scoperta delle ricette e degli aneddoti più impensati.

Come quello legato a questo sformatino di pasta con sugo di manzo di razza modicana, avvolto con melanzane fritte e ricotta infornata. Invitante solo a leggersi, vero?

La ricetta è antica, sembra risalga alla fine del ‘700, e sia da attribuire ai frati del Convento di Sant’Agostino di Troina. Anche se la storia di come tutto ebbe inizio pare abbia origini più antiche ancora.

O almeno, questo è quello che venne riferito da un vecchio reduce di guerra a Cumpari Turiddu un pomeriggio di giugno.

Seduto sotto i portici che circondano l’edificio ormai abbandonato, l’anziano troinese con una voce roca e in dialetto stretto raccontò che nel medioevo, la melanzana, ingrediente principale dei piatti della tradizione siciliana, era considerata “l’uovo del diavolo” e non godeva di buona fama.

Si pensava, infatti, che gli Arabi l’avessero portata in Europa per uccidere i Cristiani e quindi la consumavano solo turchi ed ebrei.

Ma la fame è fame, e quando un giovane berbero in cerca di riparo aveva donato ai frati del convento i semi di questa pianta, loro non avevano perso tempo e avevano cominciato a coltivarla. Un segreto tramandato e custodito per secoli e secoli.

Finché un giorno Giuseppe Di Napoli, capitano di giustizia di Troina, bussò alle porte del convento. Fuggiva sotto un temporale estivo da una banda di briganti che avevano tentato di assalirlo nella foresta.

Ferito e infreddolito venne accolto dai Padri agostiniani che lo soccorsero e gli prepararono questo piatto che da allora divenne leggendario: uno sformato di maccheroni, pomodoro, melanzane e ricotta salata gustoso e profumato.

Che sia vero o no, purtroppo non ci è dato saperlo. Quel che è certo, invece, è che Cumpari Turiddu lo volle preparare a suo modo. E da allora, immancabilmente tutte le estati, quando le melanzane sono di stagione, lo sformatino entra a far parte del menù del ristorante.

Se non lo avete ancora assaggiato, non c’è periodo migliore di questo per farlo.