Nel giorno dedicato ai nonni, Me Cumpari Turiddu ricorda uno dei simboli chiave della sua storia, la nonna.

I racconti prima di dormire, gli aneddoti, le ricette del suo diario. E ancora impastare il pane insieme, le filastrocche in dialetto e le canzoni dalle parole incomprensibili. Non ci sono dubbi che la nonna sia stata per Turiddu un punto di riferimento insostituibile, e non solo perché lo ha cresciuto.

Sono mille i volti di questa donna coraggiosa che ha fatto da “ponte” tra il vecchio e il nuovo. Tra quella che era la Sicilia del primo dopoguerra e l’America dello sviluppo economico.

Ha saputo, con la forza delle sue ricette e delle sue tradizioni, tenere unita la famiglia nei momenti difficili. Ha curato le “ferite della vita” con pragmatismo e determinazione, sognando sempre, però, il sole della Sicilia.

Con le sue carezze ruvide, le sue parole di conforto, la sua malinconia e la sua severità ha insegnato, a quel nipotino dagli occhi vispi, quanto sia importante conservare le tradizioni continuando però sempre a guardare avanti.

Un insegnamento che è il fulcro centrale del progetto di Me Cumpari Turiddu. Egli, infatti, propone, ogni giorno e a tutte le ore, una cucina tradizionale siciliana in un contesto e con un servizio contemporaneo.

Trovate un po’ della nonna di Turiddu (e probabilmente anche della vostra) in tutto il locale, dove tra il chiacchierino e i lampadari c’è spazio per tante storie ancora da raccontare. Alcune invece le abbiamo già disseminate qua e là in questo diario.

Soprattutto oggi, anche se non è più con noi da tempo, vogliamo festeggiare ancora una volta la nonna di Turiddu. A lei, ma a tutti i nonni in generale, sentiamo di dire dal profondo del cuore grazie. Grazie perché ci accompagnate verso il futuro tenendoci per un po’ nel vostro passato.