Per molti Halloween è solo un’americanata, una festa commerciale senza significato, ma per Cumpari Turiddu è stata da sempre qualcosa di diverso.

Per un bambino nato in America, ma cresciuto da comunità di immigrati, infatti, questa festa ha rappresentato il primo vero “rito di inclusione” nella società americana.

La nonna di Turiddu, come molti altri anziani nel quartiere del resto, invece non lo festeggiava.

Lei commemorava i defunti in un altro modo.

Armi santi, armi santi
Io sugnu unu e vuatri siti tanti
Mentri sugnu ‘ntra stu munnu di guai
Cosi di morti mittiminni assai

La notte del primo novembre ripeteva più volte questa preghiera e poi imbandiva la tavola e la lasciava apparecchiata per i morti, che, per riconoscenza, avrebbero donato ai bambini ceste piene di frutta martorana e “ossa di morto”, dei biscotti di pasta garofanata caratterizzati da una parte scura molto croccante e una bianca super friabile.

Questa era l’usanza “du paisi” e non ne esistevano altre. 

Per il piccolo Turiddu, invece, zucche e travestimenti erano un appuntamento immancabile.

Girare per le strade in cerca di dolcetti, bussando a ogni porta ripetendo “trick-or-treat” e guai chi si fosse fatto trovare impreparato! Riuscite a pensare a qualcosa di più divertente per un bambino?

E poi per una volta i ruoli potevano essere invertiti. Era Turiddu ad aver qualcosa da raccontare alla sua adorata nonnina.

La leggenda di Jack O’Lantern, infatti, l’aveva scoperta a scuola grazie al maestro Lynch, un omone dalla barba rossa di origini irlandesi che insegnava storia e geografia.

Provate ad immaginarlo tutto serio e concentrato mentre la racconta seduto in braccio alla nonna.

Jack era un fabbro, avaro e amante dei vizi, che un giorno incontrò il diavolo che reclamava la sua anima in un bar. Grazie alla sua astuzia riuscì a ingannarlo per ben due volte e ad aver risparmiata la dannazione eterna.

Ma il diavolo, si sa, non si lascia fregare facilmente e quando arrivò per lui l’ora di morire consumò la sua vendetta.

A causa della sua vita dissoluta Jack fu rifiutato dal Paradiso, ma anche dall’Inferno a causa del patto stretto col demonio. Per questo la sua anima fu condannata a vagare per l’eternità senza alcuna meta.

Unico ausilio un tizzone ardente per illuminare la strada che Jack infilo dentro una rapa perché durasse più a lungo (nei secoli le comunità irlandesi emigrate in America sostituirono le rape con le zucche, più facili da intagliare).

Ed è proprio durante la notte di Halloween che Jack e altre animi simili alla sua cercano un rifugio per riposare. Le lanterne accese fuori dalle porte indicano che quella casa non è posto per loro.

Ecco perché intagliarle, illuminarle ed esporle era davvero importante per il piccolo, ormai grande, Turiddu.

Turiddu ne era già consapevole allora e ancora oggi, che Halloween non lo festeggia più, continua a commemorare i defunti con lo stesso trasporto perché, al di là di tutto, lo spirito di queste feste è lo stesso: esorcizzare la paura dell’Aldilà e celebrare il ricordo di chi non c’è più.

 

Credit Foto: @colazione_siciliana e @pasticceria_pizzeria_cautela