Per un viaggiatore come Turiddu stare a casa è davvero una novità. Ma mai come in questo momento, tanto delicato per l’Italia intera, restare a casa è la scelta più saggia e responsabile.

E lì, tra le mura del focolare domestico, osservando la primavera che sboccia nell’orto, si è riscoperto a riprendere tutte le cose, purtroppo, lasciate in sospeso.

Una serranda difettosa da aggiustare, un libro da terminare, un esperimento culinario ancora da provare.
Sono piccole opportunità per riapprocciarsi ad un tempo improvvisamente ritrovato malgrado tutto.

Gli appunti scritti a mano sul vecchio ricettario della nonna sono un tenero conforto. Perché forse oggi più che mai ognuno di noi cerca la forza nelle proprie radici, nel proprio bagaglio di ricordi.

Gli anziani, e le nonne soprattutto, sono i custodi di questa memoria e la tramandano attraverso i loro racconti, i loro insegnamenti, con le loro ricette. E Cumpari Turiddu sa bene quanto da una semplice ricetta possano nascere progetti meravigliosi.

In questi giorni, dunque, in cui siamo costretti a fermarci rispettando i ritmi che l’emergenza ci impone, siamo chiamati ad esercitare la pazienza e a riflettere sul tempo, troppe volte inseguito, impiegato furiosamente ma non apprezzato nel suo valore.

A riscoprire la forza delle parole, ad imparare a calibrarle, ora che l’ascolto è l’unico contatto che ci è consentito. A riscoprire che la famiglia è la nostra casa, ovunque essa sia, che la si ritrovi in una vecchia foto o ricetta, o nell’impastare il pane,  o in un buongiorno, è la famiglia ora più che mai  la nostra cura.

Cosi questo tempo ritrovato, nostro malgrado, diventa per Me Cumpari Turiddu e tutti noi, un’opportunità per viaggiare con la mente: leggere un libro, ascoltare musica, visitare  virtualmente un museo o seguire un corso on line; per risentire un vecchio amico e per riflettere sulla nostra visione del mondo e sul futuro che vorremo costruire, quando dopo il fiorire della primavera, tornerà il tempo di riabbracciarsi.