Seksu, Maftūl, Seffa, Taʿām, diversi nomi e preparazioni per indicare un piatto di origini africane entrato ormai di diritto nella tradizione culinaria siciliana.
Parliamo del cuscus, granelli di semola cotti a vapore con cui si accompagnano carne, pesce e verdure in umido, già conosciuto prima del X secolo in tutta quell’area occidentale dell’Africa subsahariana che oggi abbraccia Niger, Mali, Mauritania, Ghana e Burkina Faso.
Un alimento millenario che ogni cultura ha reinterpretato secondo i gusti e i sapori della propria tradizione, spesso variandone la modalità di cottura.
Infatti, se la ricetta originale prevede che vengano adoperati granelli di semola dura cotti a vapore sul bordo di una pentola di terracotta, basta “attendere” qualche secolo per ritrovare cuscus di miglio o addirittura di riso cucinato a vapore in pentola o nell’apposita cuscussiera.
Cumpari Turiddu lo ha scoperto per caso, un giorno d’estate, a Trapani. In un locale semplice e senza pretese, ammirando in lontananza l’Isola della Colombaia, aveva gustato per la prima volta il tradizionale “cuscus trapanese”.
Semola incocciata e cotta a vapore condita con la “ghiotta”, un brodo di pesce misto di scorfano rosso, scorfano nero, cernia, pesce San Pietro, vopa, gallinella, luvaro e anguilla delle saline. Una prelibatezza difficile da dimenticare.
Ed è così che questo piatto è entrato prepotentemente di diritto tra i preferiti di Cumpari Turiddu, che lo prepara alla sua maniera, aggiungendo ai grani di semola, cipollotto, zucchine, carote e sedano, accompagnati da cernia, capperi di Salina, pomodoro datterino e passata di pomodoro siccagno.
Un piatto fresco e leggero ma dal sapore intenso, che potrete trovare sempre tra i saporiti e squisiti piatti del nostro ristorante.
Venite ad assaggiarlo, sarà tutta un’altra storia.
11 Ottobre 2019 at 16:24 /
[…] un soffritto di cipolla e sedano, poi aggiungeva pomodoro, capperi e olive verdi. Diverso da quello alla base della zuppa di pesce alla trapanese. Con zucchero e aceto, infatti, diventava la base per la caponata o per il coniglio in agrodolce. […]