Una gita in montagna, alla scoperta di vini e cibi autentici. Queste le premesse che portarono Cumpari Turiddu a Polizzi Generosa in una domenica di fine febbraio.

Credits Foto: Tommaso Di Prima

Lì, nel cuore delle Madonie, situata su una roccia panoramica svettava sopra la nebbia Pulizzi. Una città demaniale sospesa tra le colline e il mare, generosa di nome e di fatto con tutti i suoi abitanti.

Saverio, un giovane agricoltore poliziano accompagnò Turiddu prima tra i vicoli del centro e tra i ruderi del vecchio castello, poi vicino Palazzo Gagliardo in una trattoria gestita da una signora vivace ma un po’ avanti con gli anni. La signora Maria.

Una zuppa di Fagioli Badda con pasta fresca e finocchietto selvatico fece innamorare perdutamente Turiddu, che interrogò Saverio su quel legume per conoscerne segreti e storia.

Da poco più di due secoli nel territorio di Polizzi si coltiva un fagiolo piccolo, tondeggiante e bicolore, sconosciuto fuori dal Parco Naturale delle Madonie.

Fasolo Badda Bianca

Credits Foto: Fabio Lavanco

I poliziani lo chiamano “fasolo badda bianca” o “badda niura” oppure “munachedda”, a seconda che sia prevalente la colorazione rosato-aranciata oppure quella scura.

Questi fagioli dalla forma di palla (“badda” in siciliano significa proprio questo) venivano coltivati nei piccoli orti e solo i contadini del luogo avevano i semi. Nell’area “da muntagna” la semina dei fagioli si fa il giorno di Sant’Antonio di Padova, il 13 giugno. “Alla marina”, cioè a quote più basse, si interrano i semi quando il caldo estivo diminuisce.

Le piante vengono fatte arrampicare intorno a “u’pagliaru”, un sistema a quattro canne che forma una capanna. Si raccolgono i baccelli dopo circa 60 giorni dalla semina. Quindi da settembre a novembre a seconda dell’altitudine. I fagioli da essiccare, invece, vengono raccolti da ottobre e novembre, prima che i baccelli si aprano e lascino cadere il seme.

Credits Foto: Fabio Lavanco

La particolarità dei “badda” è il loro sapore: molto sapido e caratterizzato da note erbacee a tratti salmastre con sentori di castagna e mandorla.

Freschi oppure essiccati, i fagioli badda sono l’ingrediente ideale per preparare alcune delle più tradizionali ricette tipiche locali come le tagliatelle con fagioli verdi e “picchi pacchio” (pomodoro fresco), i “fasoli chi finucchieddi” (con o senza pasta fresca) per l’appunto, o ancora una zuppa con fagioli secchi, finocchietto selvatico e cotenna di maiale molto gustosa.

Cumpari Turiddu li usa spesso nelle sue preparazioni e ne promuove la diffusione vendendoli negli scaffali della sua Putìa. Lasciatevi conquistare!